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5 luglio 2020
Cattedrale di Acqui Terme
Luca Cavalca, Passione

PASSIONE, è il titolo della mostra di scultura di Luca Cavalca visitabile nel duomo di Acqui Terme dal 29 febbraio

L’inaugurazione prevista per il giorno 29 febbraio è stata rimandata a domenica 5 Luglio alle ore 21.00, con una serata di presentazione della mostra.

Per l’occasione verranno letti brani tratti dal Libro della Passione di Josè Miguel Ibànez Langlois e interpretati da Guido Ravera, della compagnia Abretti di Ovada.

A commento, una selezione di brani musicali tratti dal repertorio classico ed eseguiti dal “quartetto GAMP”: Marta Canobbio (Flauto), Maria Pia Olivero (violino), Giulia Bachelet (viola) e Alice Ghiretti (violoncello).

Per informazioni: 3356753369

 

 

LUCA CAVALCA è nato a Milano il 23 dicembre 1971. Vive e lavora tra il capoluogo lombardo e l’entroterra ligure/piemontese.
Ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Brera nel corso di scultura e contemporaneamente si é specializzato in arte-terapia.

Da sempre lavora come creativo nel mondo del design e della moda e collabora con alcune tra le piu importanti aziende italiane del settore.
In cooperazione con studi di architettura e individualmente, si dedica a progetti di adeguamento liturgico, e nuova edilizia di culto. Di rilievo il primo premio ottenuto al concorso nazionale per l’adeguamento liturgico della chiesa di San Biagio a Finalborgo, la segnalazione per meriti progettuali al concorso per l’adeguamento liturgico della cattedrale di Acerra, il primo premio al concorso nazionale per la realizzazione della porta in bronzo della Chiesa Madre di Noci.

Tra i lavori più importanti, le corone della Madonna e del Bambino del santuario di Oropa per la Quinta Centenaria Incoronazione.
Ha presentato i suoi lavori in importanti mostre personali e collettive sull’intero territorio nazionale.
Con progetti di approfondimento e studio nel campo dell’iconografia e dei soggetti cristiani, ha esposto in musei e spazi sacri, tra cui: Museo Diocesano di Alba, monastero di Camaldoli , dove è stato anche relatore alla settimana liturgica, Oratorio della Passione della basilica di Sant’Ambrogio a Milano, Sacrestia monumentale di San Marco a Milano, chiesa di Santa Chiara a Lovere, Chiostri del Bramante all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, chiesa di Sant’Agostino a Reggio Emilia, abbazia di Chiaravalle presso Milano, monastero di Bose, duomo e Museo Diocesano di Carpi.

Sue opere sono presenti in importanti collezioni private e in luoghi pubblici e di culto, quali il comune di Bareggio, per cui ha realizzato un monumento per la pace, il monastero di Camaldoli, il monastero benedettino “Mater Ecclesiae” sul lago d’Orta, la chiesa di Cristo Re a Genova, la cappella di San Francesco all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, la comunità monastica di Bose.

 

 

“La scelta è di esporre opere sul tema della passione di Cristo, e più precisamente sui tre giorni centrali di tutta la nostra spiritualità cristiana: i giorni del triduo pasquale, definito da Agostino “triduo del Signore crocifisso, sepolto, risorto.”

Le opere presentate vanno dall’Ultima cena alla Resurrezione di Cristo passando per la passione, la morte in croce e la deposizione.

Ceramica, legno, ferro, resina, argento e oro sono i materiali usati per esprimere la forza e la passione del tema su cui da tempo sto lavorando e ricercando.

La prima mostra nella basilica di Sant’Ambrogio a Milano ha dato inizio nel 2016 a un lavoro che oggi presento in forma più completa se pur nell’essenzialità dell’evoluzione che sta accompagnando il mio percorso artistico.

Cinque opere, disposte negli altari laterali della cattedrale, e tre nella cripta, creano un percorso di riflessione e di meditazione.

Tale percorso è reso significativo e profondo grazie al lavoro compiuto in stretta collaborazione con il monastero benedettino di clausura femminile dell’isola di san Giulio sul lago d’Orta, che per questa occasione ha individuato alcuni scritti della Madre fondatrice Anna Maria Canòpi, che sono affiancati alle opere e diventano parte del percorso di meditazione.”

Luca Cavalca

 

Scrive in catalogo Giovanni Gazzaneo:

Luca Cavalca plasma la terra e la terra fiorisce.  Le opere di Luca sono invito ad andare al cuore del Mistero: astratto e figurativo si compenetrano e grazie alla tensione spirituale impressa nella materia ecco la possibilità di dare espressione, con il linguaggio dell’oggi, al miracolo eucaristico, al cammino dolente della Passione, alla gioia e alla gloria della Resurrezione.

Cavalca lavora la creta, la modella, un processo che per lui non ha mai fine.

E le dà una forma che non è mai chiusa ma che è sempre aperta perché il Mistero non è chiusura, il Mistero, quando è Mistero, è apertura all’Infinito che sorge, all’Infinito che accade, all’Infinito che offre se stesso e ci abbraccia come figli, perché questo siamo, figli.

 

 

 

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